Occhio ai piccoli

6 ottobre 2010

Occhio ai piccoli

La vista va tenuta sotto controllo. Sin da bimbi. Calo dell'attenzione a scuola, difficoltà a concentrarsi, mal di testa durante e dopo i compiti: sono i campanelli d'allarme che i genitori devono tener presenti. Possono rivelare, infatti, difetti refrattivi, da correggere il prima possibile

L'occhio è il più importante organo di senso. Il 90% delle informazioni esterne, infatti, ci giunge per mezzo della vista. Che va quindi difesa e protetta, controllata e curata. Ma quando cominciare a farlo? E con quali modalità? Già alla nascita tutti i neonati andrebbero sottoposti a visita oculistica, prima di essere dimessi dall'ospedale; in Italia i Reparti neonatali dei maggiori Ospedali sottopongono regolarmente a visita oculistica tutti i bimbi nati pre-termine. Un successivo controllo avviene, normalmente, tra i sei e i nove mesi. Si tratta di controlli di routine, allo scopo di verificare alterazioni nell'anatomia degli occhi. Successivamente, è il ruolo dei pediatri – ma soprattutto quello dei genitori, a contatto quotidiano con il bambino – a diventare fondamentale, un ruolo principalmente di osservazione delle abitudini visive dei piccoli. Non seguono gli oggetti con lo sguardo? Non rispondono agli stimoli? Gli occhi (entrambi o uno solo) sembrano deviati o presentano alterazioni? Lacrimano oppure si arrossano? In presenza di uno di questi sintomi occorrerà rivolgersi all'oculista.

In ogni caso, anche senza alterazioni particolari, è indispensabile che i bambini si sottopongano ad un controllo oculistico tra i 3 e i 4 anni. La tempestività diagnostica è fondamentale perché in questa fascia di età il sistema visivo può recuperare più velocemente e completamente eventuali anomalie. Particolarmente importante, più tardi, è la visita prescolastica a 6 anni, per permettere al bambino di affrontare agevolmente i primi impegni intellettuali e, soprattutto, la lettura. Segnali come il mal di testa al termine delle lezioni o durante i compiti, la stanchezza, gli occhi arrossati o posizioni anomale del capo durante la lettura sono tutti campanelli d'allarme da non sottovalutare.

I bimbi che praticano sport "di contatto" (calcio, basket, arti marziali) possono utilizzare le lenti a contatto, ma prima devono sottoporsi ad una specifica visita oculistica che escluda controindicazioni all'uso. In ogni caso sono gli occhiali la soluzione più adatta ai vari problemi: i bambini infatti, fanno parte di quella categoria di persone che non possono essere sottoposte a interventi laser per correggere i difetti refrattivi, cioè di "messa a fuoco". Ancora in corso di sviluppo, il loro occhio non può essere operato. Sicurezza e comfort indirizzano la scelta dell'occhiale: un modello colorato e simpatico sarà più gradito al bambino. Il materiale della montatura, poi, dovrà essere leggero: meglio la plastica e la gomma rispetto al metallo. Dovrà, inoltre, essere resistente agli urti e non procurare danni al viso in caso di caduta. Da preferire, quindi, le lenti infrangibili a quelle in cristallo. Massima attenzione quindi agli occhi dei nostri bambini, tanto più se è vero – come testimonia una recente ricerca dell'Università del Salento – che in Italia solo il 25% dei bambini delle elementari porta gli occhiali anche se ne avrebbe bisogno il 66%. Occhio ai piccoli, quindi.

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