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9 Marzo 2010

3D, tra realtà e illusione

Breve guida per conoscere meglio la storia e il funzionamento degli occhiali 3D, che sulla scia del successo di Avatar, stanno rivoluzionando il mondo dell’intrattenimento

Cinema di tutto il mondo affollati. Biglietti esauriti già da alcuni giorni prima della proiezione per Avatar, il film che fino ad oggi vanta il miglior incasso mai registrato in Italia, pari a 54 milioni di Euro. Diretto da James Cameron e prodotto dalla 20th Century Fox, si presenta come la nuova frontiera del cinema tridimensionale.

E insieme all’apprezzamento per questo modo di fare cinema, cresce anche quello per gli occhiali 3D. Pratici, leggeri e caratterizzati da una tecnologia ben collaudata, consentono di sperimentare in prima persona le emozioni della pellicola, proprio come se ci si trovasse all’interno di essa, o a cavalcioni sulla macchina da presa.

Dal cinema alla televisione, dagli eventi sportivi ai videogiochi, gli occhiali 3D stanno invadendo il mondo dell’intrattenimento. Ma come funzionano esattamente? I più famosi, detti anaglifi, sono quelli che montano due lenti di diverso colore - una rossa e una ciano – e che consentono di vedere due diverse immagini della stessa scena. È proprio l’anaglifo il sistema utilizzato per la proiezione di The Power of Love, primo lungometraggio rivolto a un pubblico pagante nel 1922 e stampato su doppia pellicola filtrata in rosso-verde.

Ma la stereoscopia – termine che significa “visione spaziale” – affonda le sue radici in un passato molto più lontano: Euclide già nel 208 A.C ne definì i principi, approfonditi da Leonardo Da Vinci. Bisogna attendere però il XVII secolo, per ammirare il primo disegno tridimensionale, a opera di Giovanni Battista La Porta.

Sviluppata nel corso dei secoli successivi, la stereoscopia conosce un periodo di grande successo intorno agli anni ‘50 del secolo scorso. E se il fumetto Topolino nel 1953 regalava come gadget i fatidici occhialini, il cinema emozionava gli spettatori con diverse pellicole 3D, tra cui anche film d’autore come Delitto Perfetto di Hitchcock.

Oggi, bisogna dirlo, gli occhiali sono supportati da tecniche sempre più perfezionate: possono essere dotati di lenti polarizzate orientate ortogonalmente l'una rispetto all'altra, o a cristalli liquidi. Ciò che non cambia, è l’intensa emozione che possono regalare allo spettatore. Il quale, dopo averli indossati, diventa il vero protagonista della scena.

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