3 settembre 2010
Volere è... podere
Tra il mare e la montagna, perché non scegliere... la campagna? Si chiama Wwooff ed è un'associazione che offre la possibilità di scegliere un'azienda biologica dove trascorrere (gratis) le ferie. In cambio di 5-6 ore di lavoro nei campi.
Lavorare nei campi in cambio di vitto e alloggio. È l'ultima frontiera delle vacanze low-cost proposta da Wwooff, acronimo di WorldWide opportunities on organic farms ovvero, in una traduzione un po' libera ma molto chiara, l'associazione dei lavoratori volontari nelle aziende biologiche. Come funziona? Ti iscrivi (in Italia costa 25 euro, assicurazione inclusa), scegli la struttura in cui vorresti lavorare da una lista di quelle convenzionate e quando sei là, in cambio della tua opera, i proprietari offrono la loro ospitalità gratuitamente secondo modalità e tempistiche che possono essere concordate sul posto.
Attenzione però. Non si tratta di una vacanza vera e propria, innanzitutto perché bisogna lavorare, e seriamente. Chi vi ospita si aspetta, infatti, un contributo di almeno 5-6 ore al giorno, un interesse verso la sua attività e tanta voglia di imparare. Il cibo sulla tavola sarà quello prodotto dall'azienda e per l'alloggio non è escluso che occorra dormire in tenda. Tutto questo è spiegato chiaramente nello statuto di Wwooff Italia in cui, si legge, che "...il fine è quello di sviluppare l'interesse e la conoscenza per le tecniche dell'agricoltura naturale come scelta di vita".
Dove andare, quindi? La lista in Italia, consultabile in Internet, comprende circa 350 strutture, solitamente piccole e medie aziende agricole, ma anche nuclei familiari che hanno scelto di lavorare la terra o, addirittura, minuscole comunità che si basano sull'autosufficienza, aziende zootecniche dove c'è chi ancora pascola a cavallo, aziende vinicole e olivicole. Si sceglie in base ai propri interessi. Il primato spetta alla Toscana con 109 indirizzi utili, ma ce n'è almeno uno in ogni regione. E all'estero? Per andarci bisogna prima iscriversi all'associazione della nazione in cui si vuole “wwooffare”.
Ma dove, e come, nasce Wwooff? Occorre fare un passo indietro fino al 1971, siamo in Inghilterra e l'idea parte da una signora inglese, Sue Coppard, da poco trasferitasi a Londra e nostalgica della campagna. Così si offrì, nei fine settimana, alle aziende agricole che avevano bisogno di un po' di manodopera in cambio di ospitalità. Un'intuizione geniale per una sorta di baratto sociale che coinvolgerà sempre più persone e strutture, prima in Inghilterra e poi nel mondo. Oggi Wwooff esiste ed è attiva in 28 Paesi: dalla Cina fino al Ghana. Ma il vero boom si è avuto in Australia, dove sono oltre 1.500 le farm dove chiedere ospitalità e... lavorare.