Cucina e arte

29 Luglio 2010

Quando il cibo è in… forma

Si chiama food design ed è una disciplina che nasce dall'incontro di due sensi: il gusto e la vista. Perché anche a tavola l'occhio vuole la sua parte.

Impossibile non ricordare quella stecca di cioccolato svizzero - divisa in triangoli somiglianti al monte Cervino - che invita a ripartirne le porzioni in punti prestabiliti. Oppure quelle note patatine americane, confezionate in tubi colorati, pensate per adagiarsi perfettamente sul nostro palato. Forma e cibo da sempre vanno di pari passo. E adesso questo legame sembra essersi trasformato in un vero e proprio fenomeno culturale. Si chiama food design ed è una disciplina che si propone di coniugare il piacere della gola e la ricerca estetica della forma e vede coinvolti, assieme, grandi chef e designer: i primi stuzzicano il gusto, i secondi cercano bellezza e funzionalità.

Cresciuto a livello internazionale nell'ultimo decennio, del fenomeno si è iniziato a parlare molto anche in Italia dopo due importanti eventi come la prima edizione del Food Design di Torino, mostra-concorso ideata da un gruppo di designer torinesi nel 2001, e il Salone Internazionale del Mobile di Milano, che nel 2004 ha ospitato l'esposizione Dining Design dedicata al cibo, alla sua presentazione e al packaging.

Da un po' di anni, quindi, ne stiamo vedendo di tutti i colori. E di tutte le forme. Come, ad esempio, i Glucogioielli, presentati nella seconda edizione di Food Design Torino, veri e propri gioielli dal disegno raffinato ottenuti con dieci differenti lavorazioni dello zucchero. Oppure Pagnocca e Bintaja, panini “pieghevoli” pronti per essere afferrati e gustati con estrema facilità. E ancora Rompibollo, una tavoletta di cioccolato fondente che ricorda la forma di un foglio di francobolli: le porzioni sono tutte diverse tra loro e su ognuna è segnalato il numero di calorie che la compongono. Infine c'è Seasons, progetto vincitore del Salone Satellite 2010, concorso del Salone del Mobile di Milano dedicato ai designer emergenti: si tratta di piatti a forma di foglia realizzati in silicone, eco-sostenibili e indistruttibili, di diverse forme, colori e dimensioni. Si possono arrotolare per occupare il minor spazio possibile e possono essere utilizzati anche in forno, nel microonde, in frigo e in lavastoviglie. Non più solo packaging come un tempo, dunque. Adesso siamo in presenza di vere e proprie opere d'arte create con il cibo o per il cibo. Perché un buon piatto si mangia con… gli occhi.

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